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Quantità di Luce

Quando si entra in un ambiente per fotografare si valuta la quantità di luce presente in esso, sia quella artificiale sia quella naturale.

Per sentire l’intensità della luce basta provare la reazione degli occhi quando si cambia la luminosità in un luogo:

 

  • passando da un posto chiaro ad uno scuro la visione si torna buia e dà l’effetto di sottoesposizione.
  • passando invece da un posto scuro ad uno chiaro gli occhi vengono abbagliati per un po’ dando l’effetto di sovraesposizione.

 

La fotocamera e la videocamera si comportano nella stessa maniera e per modificare queste azioni si imposta l’ISO-TEMPO e l’apertura del DIAFRAMMA. Combinando le opzioni si regola la quantità di luce e la sensibilità alla luce ad entrare dall’obbiettivo e il tempo di esposizione.

 

  • sottoesposizione: diaframma troppo chiuso e/o tempo corto di esposizione e valore ISO basso.
  • sovraesposizione: diaframma troppo aperto e/o tempo lungo di esposizione e valore ISO alto. 

Qualità della Luce

 

  

La qualità della luce è un dato percepibile e non misurabile. Può essere di due tipologie:

  • luce morbida (soffusa)
  • luce dura

La luce dura si verifica solitamente in giornata limpida estiva a mezzo giorno. L’ombra creata dalla luce è scura e i contorni sono precisi.

La luce morbida (o soffusa) si nota nelle giornate col sole parato dalle nuvole. I soggetti presentano delle ombre soffuse, non tanto evidenti senza molti contrasti tra le zone in ombra e quelle esposte direttamente alla luce.

In studio questi effetti sono replicabili con fari a luce diretta oppure attraverso i diffusori.

 

Temperatura della Luce

Durante la giornata la luce varia continuamente e con essa anche i colori. Nella fotografia queste variazioni influiscono significativamente nel risultato finale. Inoltre è necessario stare attenti sulla regolazione del bilanciamento del bianco nella fotocamera.

Esempi di bianco:

 

  • bianco caldo: temperatura di colore inferiore a 3 300K
  • bianco neutro: temperatura di colore compresa tra 3 300 e 5 300K
  • bianco freddo: temperatura di colore superiore a 5 300K

    Direzione della Luce

    Utilizzando l’illuminazione artificiale è possibile cambiare l’angolo di incisione della luce per creare diversi effetti. Quando si riprende o si fotografa in ambienti naturali sfruttando la luce del sole è necessario, invece, attendere il passare del tempo per ottenere il set di illuminazione desiderato.

    La luce direzionata produce un doppio effetto creando un rapporto tra zone illuminate e ombre del soggetto.

     

    L’illuminazione può essere:

     

    • diretta: illuminazione omogenea e piatta sul soggetto. (Come quando si scattano le foto con il sole alle spalle).
    • luce a 45°: illuminazione abbastanza omogenea con maggior risalto della tridimensionalità del soggetto. (Consigliabile al posto della illuminazione diretta).
    • luce a 90° o luce laterale: illuminazione cruda e più drammatica. Il soggetto viene diviso tra luce e ombra.
    • luce Rembrandt: la luce è puntata oltre il soggetto ma piccole lame di luce lo illuminano in alcune parti esaltando i suoi contorni.
    • controluce: la luce è messa contro l’obbiettivo della fotocamera illuminando la parte non fotografata del soggetto esaltando la forma. È usata per enfatizzare le forme e non i dettagli, ottima come luce secondaria.

        Bibliografia

         

        https://www.photocity.it/blog/luce-in-fotografia/
        https://tecnicafotografica.net/blog/4-concetti-base-sulla-luce-in-fotografia-20f3235512e8